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Eritrea - Un tuffo nel passato

  • Durata 11 giorni / 10 notti
  • Programma Scarica PDF
  • Mezzi
  • Dal: 12/01/2027
    Al: 22/01/2027

Da 3.500,00 € / Persona

Quasi del tutto estranea alle logiche del turismo commerciale, l'Eritrea propone un'eccitante sfida a chi ama le mete quasi inesplorate. Combina scenari tipicamente abissini, scarpate, altopiani e picchi vertiginosi, con interessanti siti archeologici e un mare cristallino e incontaminato. Una proposta di viaggio che riesce a ben mixare tutti gli aspetti dell'Eritrea: l'altopiano, le zone archeologiche, quelle più interessanti dal punto di vista etnografico, le città di Asmara, Keren e Massawa, completamente diverse tra loro ma tutte accomunate da un assoluto e magnetico fascino. L’Eritrea rimane una delle mete più affascinanti del Corno d'Africa: il suo mix di influenze abissine, arabe e mediterranee ne fa un luogo davvero suggestivo, come dimostra la recente nomina di Asmara a patrimonio mondiale dell’Unesco, celebre per la sua straordinaria concentrazione di architettura modernista e razionalista degli anni '30, che le è valso il soprannome di "Piccola Roma". Asmara, una cittadina coloniale di una bellezza strabiliante, i colori e i profumi che ne fanno un “gioiello d’Africa” sospeso a quasi 2400 metri di altezza sull'altopiano Eritreo.  La multietnica Keren dalla languida atmosfera, vanta una seducente amalgama di elementi architettonici: moschee, chiese ed edifici coloniali. Massawa con il suo dedalo di viuzze e l’incanto della città orientale. Le antiche rovine di Kohaito con i suoi dipinti rupestri perfettamente conservati. Adi Quala e la sua bellissima chiesa copta, il Sacrario di Daàro Khonat con i resti dei caduti nella battaglia di Adua  da cui si gode uno dei più bei panorami dell’Eritrea.

1° Giorno – 12 gennaio 2027 martedì - MODENA/BOLOGNA/ISTANBUL/ASMARA

Ore 07.00 Ritrovo partecipanti a Modena Piazzale Manzoni e trasferimento in bus privato all’aeroporto di Bologna. Partenza con volo TK 1322 per Istanbul alle ore 10.55. Arrivo previsto ore 15.35. Cambio aereo e partenza alle ore 19.35 con TK 576 per Asmara.

2° Giorno – 13 gennaio mercoledì – ASMARA Arrivo alle ore 00.05, incontro con la guida. Trasferimento in albergo per il pernottamento. Prima colazione e inizio visita panoramica della città che conserva una chiara impronta del periodo coloniale italiano, negli edifici e nell’arte. Oltre alle sue notevoli opere architettoniche e giardini perennemente fioriti, questa città è intimamente segnata dall’impronta lasciata dagli italiani: visitare Asmara è un viaggio a ritroso nel tempo. La città ha accolto praticamente tutti gli stili del primo scorcio del Novecento, diventando la città modernista d’Africa per eccellenza. Una specie di foglio bianco dove gli architetti italiani del ventennio fascista, lontani da vincoli e costrizioni della madre patria, poterono disegnare la città dell’utopia, un luogo dove cimentarsi con i più diversi stili architettonici in voga nei primi decenni del secolo scorso in Europa. La Cattedrale cattolica della Beata Vergine del Rosario, consacrata nel 1923, è ritenuta una delle più belle chiese in stile romanico lombardo al di fuori dell’Italia. Le campane si confondono con la voce dei muezzin che riecheggia dagli altoparlanti dei minareti e con le preghiere dei monaci ortodossi, a testimonianza dell’atmosfera multireligiosa tipica delle grandi città orientali. Visiteremo anche la Cattedrale copta ‘Nda Mariam, costruita nel 1938, che fonde in maniera molto originale l’architettura italiana con elementi locali. Infine, e la Grande Moschea, ultimata nel 1938 da Guido Ferrazza, che coniuga elementi razionalistici, classici e islamici. Il Museo Nazionale ospita reperti archeologici di antiche civiltà in Eritrea, insieme a una ricca collezione che mostra le diverse culture dei nove gruppi etnici del paese. Il cimitero di Asmara offre una panoramica storica dell'avventura italiana in Eritrea. Cena e pernottamento.

3° Giorno – 14 gennaio giovedì - ASMARA (Escursione a Kohaito)

Dopo colazione partenza per Decamerè, in direzione sud, con i fuoristrada 4×4. A Decamerè effettueremo una breve passeggiata nel centro della cittadina per vedere le case in stile italiano dei primi del ‘900: visita al mercato, quello coperto per le varie mercanzie e i generi alimentari, quello degli animali all’aperto. Da Decamerè  si sviluppa la famosa strada costruita dagli italiani in soli 7 mesi che porta in Etiopia, attraversa Nefasit e la Piana d’Ala senza transitare per Asmara. Proseguimento per Saganeiti dove  attraverseremo la “Valle dei Sicomori”,  alcuni vecchi anche di 300 anni. Simbolo del paese,  il sicomoro è anche riprodotto su una banconota. Sosta ad Adi Keyh. Arrivo a Senafè e Kohaito, dove si ergono le rovine delle antiche città pre-axumite di Metara e di Coloe. Interessante la diga chiamata Safira risalente a 2500 anni fa, con stupefacente tecnologia costruttiva. Secondo la leggenda, la regina di Saba si è dissetata con le acque di questa diga. Si ritiene che la civiltà di Kohaito sia antecedente alla civiltà axumita e risalga al IX sec a.C, e sia durata circa 1.000 anni.  La posizione, strategicamente importante, di Kohaito ha fatto sì che questa zona servisse da “ponte” tra Adulis e altre civiltà, come Metera, Keskese e Belew-Kelew. Un altro luogo storicamente importante nelle vicinanze è Keskese, noto per  le steli cadute, (10 metri di lunghezza), cinque pilastri di pietra che riportano scritte Sabee, resti di grandi e piccoli muri e cimiteri. Rientro all’Asmara. Cena e pernottamento.

4° Giorno – 15 gennaio venerdì ASMARA

Dopo la colazione continueremo la visita della città: ville in stile art decò, architetture cubiste, razionaliste, espressioniste, futuriste e neoclassiche in stile occidentale, mostrano la loro magnificenza. Una realtà parallela a questa è quella dinamica e squisitamente locale da assaporare tra i banchi del mercato, nel vecchio quartiere dove si smerciano le granaglie e le spezie, oppure nel Medeber, una colossale officina diffusa in cui nulla viene buttato e tutto si trasforma. Centinaia di artigiani (fabbri, carpentieri e metalmeccanici) lavorano in condizioni rudimentali utilizzando attrezzi base per dare una seconda o terza vita a qualsiasi tipo di rifiuto o scarto metallico. Vedremo la stazione di servizio “Fiat Tagliero”, l’Agenzia Lancia (Asmara Soap Factory), la Casa del Fascio (Ministero dell’Educazione), il cinema Impero, il cinema Augustus (Capitol), il Cinema Excelsior (Roma), il palazzo Mutton (supermercato Vikianos. Visiteremo il Palazzo Imperiale, oggi Palazzo del Governo, in Viale Liberation Avenue, (inizialmente noto come Corso Italia): costruito da Ferdinando Martini, il primo governatore civile italiano dell’Eritrea, nel 1897, con il suo frontone sorretto da colonne corinzie e interni spaziosi, è considerato uno degli edifici in stile neoclassico più belli dell’Africa. Molto curati sono i suoi giardini interni e quello antistante. Non mancherà di affascinare anche la visita del Teatro dell’Opera, costruito nel 1918 dall’architetto Cavagnari, un bellissimo esempio di architettura eclettica che conserva un interno delizioso e uno spettacolare soffitto affrescato da Saverio Fresa con scene di danza tra il neoclassico e l’art nouveau. Un tempo vi si esibivano famose compagnie italiane, come quella di Renato Rascel o il complesso di Renato Carosone. Cena e pernottamento.

5° Giorno – 16 gennaio sabato ASMARA (Escursione a Adi Quala)

Prima colazione e partenza  in bus per Adi Quala, nella valle del Mareb e visita di importanti siti storici: una delle più belle chiese copte dell'Eritrea, dedicata a Mariam Tzion,  tra le poche costruite durante il periodo coloniale, di pregevole fattura, che ospita all'interno splendidi affreschi. Visiteremo inoltre la chiesa di Santa Rita ad Adi Quala, che custodisce una targa commemorativa in memoria dei caduti della Nova Scotia, nave mercantile britannica affondata nel 1942 dai tedeschi e il sacrario dei caduti della battaglia di Adua a Daaro Khonat, da cui si gode una delle viste più spettacolari dell’Eritrea, la splendida panoramica sulla valle del Mareb; nelle giornate limpide, la vista si estende fino alle colline di Adua. Rientro ad Asmara in serata. Cena e pernottamento.

Il sacrario è stato eretto nell’ottobre 1939 per ricordare la sanguinosa battaglia di Adua del 1° marzo 1896. La battaglia di Adua o Abba Garima, momento culminante e decisivo della guerra di Abissinia, ebbe luogo tra le forze italiane, comandate dal tenente generale Oreste Baratieri e l'esercito abissino del negus Menelik II. Gli italiani subirono una pesante sconfitta, che arrestò per molti anni le loro ambizioni coloniali sul corno d'Africa. La guerra era iniziata nel dicembre del 1895, quando le truppe etiopiche avevano attaccato gli sparpagliati presidi italiani nella regione del Tigrè, occupata nell'aprile precedente; gli italiani erano stati colti di sorpresa, ed erano incappati subito in una sconfitta nella battaglia dell'Amba Alagi il 7 dicembre. A questa sconfitta si aggiunse poi, il 22 gennaio 1896, la resa del presidio di Macalle, che aveva resistito a un assedio durato due mesi. Le forze italiane, al comando di Baratieri, rinforzate da truppe appena giunte dall'Italia, si ammassarono nella zona tra Adigrat ed Edagà Amus, ma l'esercito di Menelik aggirò lo schieramento nemico e si diresse nella zona di Adua, trovandosi così in un'ottima posizione per tentare l'invasione della colonia italiana. Le nostre unità, nonostante l’epico comportamento, furono costrette al ripiegamento lasciando sul terreno 6.345 caduti, di cui 2.000 indigeni e 1.846 prigionieri. Ancora oggi, sotto un alto obelisco in granito, una grande cripta custodisce i resti di 3.025 soldati italiani e 618 indigeni.

6° Giorno – 17 gennaio domenica ASMARA/KEREN

Prima colazione. Se possibile, in mattinata escursione in treno a bordo del treno originale dei tempi coloniali, una delle più ardite ferrovie al mondo, la cui costruzione risale al 1897 (escursione  a pagamento, soggetta a disponibilità). Percorreremo il tratto Asmara-Arbaroba, circa 18km, uno dei più suggestivi e panoramici dell’intero itinerario. Partenza per Keren, (Km 94) a 1.392 metri di altezza, crocevia tra l’altopiano e la pianura, nota per le sue lavorazioni in filigrana d’argento, con soste lungo il percorso e arrivo nel tardo pomeriggio. Cena e pernottamento.

7° Giorno – 18 gennaio lunedì - KEREN/ASMARA

Prima colazione. Storicamente conosciuta come «Sanhit», Keren, situata a oltre 1.300 mt sul livello del mare, la seconda città più grande dell’Eritrea, il cui nome significa ‘altopiano’. Dedicheremo la giornata alla visita della città e al suo mercato bestiame che attira tutti gli abitanti delle zone circostanti. Attraverseremo il mercato coperto degli alimenti, le vie dei sarti, le vie degli argentieri e il mercato dedicato alle donne, raggiungendo il letto del fiume, dove si tiene il mercato della legna e del carbone. Sosta al Santuario della Madonna del Baobab, legato ad una storia miracolosa che salvò la vita ad alcuni militari italiani, dove è venerata una Madonna nera inserita nella cavità dell’albero,  considerata da tutti la regina e protettrice del paese; il santuario è curato dai monaci cistercensi che qui risiedono dal 1960. Visita ai cimiteri di guerra in cui sono sepolti soldati italiani e ascari (gli indigeni eritrei che combattevano a fianco delle nostre truppe) e a quello britannico. Se possibile, sosta a Elabered, alla concessione “De Nadai”, dove venne realizzato dai coloni italiani un efficiente sistema di dighe. Visita a un villaggio Bilen, dalle tipiche abitazioni tonde costruite in pietra e fango; i Bilen sono un’etnia di origine cuscitica le cui donne sono agghindate con anelli al naso e tatuaggi all’hennè. Rientro ad Asmara. Dopo la cena  partecipazione alla messa della vigilia del Timkat. (l'Epifania della Chiesa ortodossa eritrea), che celebra il battesimo di Gesù nel fiume Giordano. Le cerimonie iniziano nel tardo pomeriggio e proseguono per tutta la notte con veglie di preghiera, canti e processioni. Pernottamento.

8° Giorno – 19 gennaio martedì  ASMARA/MASSAWA

Oggi si festeggia il Timkat, una ricorrenza molto sentita che si festeggia all’aperto, vicino a una sorgente d’acqua, dove i fedeli passano la notte insieme in preghiera, attendendo l’alba (possibilità di assistere anche alle cerimonie mattutine). Prima colazione e partenza per Massawa, percorrendo  la “Strada degli Italiani” che l’hanno costruita nel 1935-36, rendendola l’ arteria stradale principale del Paese e un capolavoro d’ingegneria civile che in 115 km supera un dislivello di 2.300 mt. La ferrovia ancora oggi corre, in più punti, parallela alla strada, mentre la teleferica, costruita dagli italiani per il trasporto delle merci dal porto di Massaua ad Asmara, la più grande al mondo, fu purtroppo smantellata dagli inglesi. Lungo la strada incontreremo le cittadine di Nefasit, Embatcalla, Ghinda, con sosta alla Locanda “Buon Respiro” che conserva la scritta “Tabacchi e telefono” sulla facciata, Dongollo Alto e infine Dongollo Basso, famosa per le sue acque minerali. Sosta a Dogali per visitare il Monumento che commemora i morti nella battaglia del 1887, dove furono massacrati dai guerrieri abissini di ras Alula i cinquecento uomini comandati dal Col. De Cristoforis. Pranzo lungo la strada in un ristorantino locale. Finalmente arriveremo a Massawa in vista del mare ! Le due attraenti isole che la formano, Taulud e Massawa, sono collegate alla terraferma tramite terrapieni che fungono da ponti. Visita della città  e dell’ antico porto  con i suoi decadenti edifici turchi, egiziani e italiani. Cena e pernottamento.

9° giorno –  20 gennaio mercoledì MASSAWA/ASMARA

Prima colazione. Mattinata a libera  a Massawa o alla spiaggia di Gurgusum. Nel pomeriggio rientro ad Asmara lungo la strada tradizionale, arrivo in serata. Cena in ristorante,  camere a disposizione per cambiarsi prima del trasferimento  in aeroporto per il volo di ritorno.

10° Giorno – 21 gennaio giovedì ASMARA/ISTANBUL/BOLOGNA

Partenza per Istanbul con volo TK 577 alle ore 01.40. Arrivo alle ore 06.35, cambio aereo e partenza con volo TK 1321 alle ore 09.10, arrivo previsto a Bologna alle ore 09.30. Rientro a Modena in bus privato.

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